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martedì 5 giugno 2007

A BOLOGNA LA DEMOCRAZIA NON E' DI CASA

Sabato 2 Dicembre, mentre a Roma due milioni di Italiani invadevano la Capitale per esternare la loro disapprovazione a una vampiresca finanziaria prodiana, a Bologna, un regolare e democratico partito politico, Forza Nuova, ha cercato, in piccolo, di manifestare il medesimo dissenso scendendo in piazza e qui, ha subito la solita dittatura impositiva e censoria dei collettivi di sinistra bolognesi: sono subito volati insulti minacce e vetusti sessantennali slogan antifascisti fuori proposito. Tra le due fazioni politiche si sono intrapposte poi le Forze dell’Ordine le quali, nel cercare di difendere lo svolgimento DEMOCRATICO di una regolare e autorizzata manifestazione, nella colluttazione fisica con i “bravi ragazzi” dei collettivi di sinistra, hanno riportato un poliziotto ferito al viso. Il Popolo bolognese non ne può più di questa minoranza comunista che si riempie la bocca di slogan contro la dittatura fascista e poi si comporta in modo Stalinnazista schiacciando in modo violento e antidemocratico ogni pensiero che non sia il loro. Sono sessantenni che in Italia c’è la Democrazia: è mai possibile che questa minoranza rossa non abbia ancora capito le regole civili di convivenza politica che contraddistinguono le democrazie? Certo, certo, Forza Nuova si sa che è di estrema destra e che si rifà goliardicamente al Nazismo, ma, se gli è stata concessa la regolare associazione partitica da parte dello Stato, ha tutti i diritti di esprimersi pubblicamente. In democrazia è il Popolo tutto che giudica i partiti attraverso le votazioni e non una sparuta minoranza attraverso azioni violente, intimidatorie o ostruzioniste tipiche delle dittature. Con quest’ultimo assalto dei compagni estremisti bolognesi è già la seconda volta, quest’anno, che viene impedito a dei regolari partiti politici di manifestare: ricordiamo che a Fiamma Tricolore è stata scandalosamente negata la piazza in piena campagna elettorale per evitare proprio i possibili assalti da parte dei collettivi rossi. Quando questi antidemocratici personaggi gridano, o attaccano striscioni con scritto: “fuori i Fascisti da Bologna” cosa devono intendere i Bolognesi? Beh, ci sa che il Popolo intenda buttare fuori chi si comporta in modo dittatoriale, cioè proprio quelli che gridano slogan antifascisti, dato il loro comportamento antisociale e sovversivo nei riguardi delle regole democratiche dello Stato sovrano. Viene poi spontanea una considerazione alla loro richiesta di cacciare i Fascisti: dove li andiamo a trovare, oggi, a distanza di 67 anni dalla fine del Partito Fascista? E’ storicamente risaputo che il vero periodo Fascita terminò nel 1939 quando Mussolini, per scongiurare il peggio per la Nazione, si alleò con Hitler: da quel periodo in poi si può solo parlare di Nazismo perché il comando dell’Italia fu gradualmente tolto al Duce dal suo alleato e il pensiero Fascista, dal 1943, fu completamente sostituito da quello Nazista. Si, è vero che nel Dopo Guerra, instaurata la Democrazia nel nostro Paese, alcuni partiti hanno cercato di rifondare il PNF ma nessuno c’è mai riuscito, quindi, si può affermare che oggi, in Italia, i Fascisti Mussoliniani non esistono più da 67 lunghissimi anni.
In merito a questo accanirsi ancora odiernamente contro i Fascisti, noi del Veleno del Popolo abbiamo deciso di intervistare 30 persone che hanno vissuto il Ventennio e che attualmente si dichiarano Comuniste e siamo rimasti esterrefatti dalle loro risposte: un 70% dichiara che ci vorrebbe un Mussolini anche oggi e che prima di commettere i gravi errori strategico-militari, alleandosi con i Nazisti, e mandando a morire gli Italiani in guerre inutili, era da loro osannato per le sue opere sociali. Un 20% esterna un dissenso motivato solo da casi personali, ma in generale non si lamenta del Ventennio e un 10% è antifascista perché ha subito perdite umane dirette a seguito di rappresaglie o perché era contrario a Mussolini anche allora. Una volta rotto il ghiaccio, queste persone, oggi anziane, oltre a rispondere alle nostre domande, ci hanno raccontato fatti da farci rabbrividire sul Dopo Guerra e abbiamo notato in loro come un liberarsi da un pluri-decennale peso sulla coscienza, un peso dovuto al non poter rivelare le verità storiche per paura di possibili rappresaglie.
A questo punto ci chiediamo contro chi e cosa gridano i loro slogan questi collettivi comunisti, dal momento che chi ha vissuto realmente il Fascismo, e oggi vota Comunista, non lo disprezza in tutto il suo operato; forse gridano per cacciare dei fantasmi ed è per questo che ci siamo chiesti se a Bologna sono rimaste almeno delle tracce visibili in grado di evocare tali eteree presenze e così, armati di macchina fotografica, ci siamo sguinzagliati per la città e la provincia ed ecco cosa abbiamo scovato.
ECCO IL PRIMO FANTASMA:

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Nella foto 1, tratta da: "Bologna in camicia nera libro allegato al Resto del Carlino," vediamo come si presentava il Sacrario ai Caduti per il Fascismo all’interno della Certosa monumentale di Bologna, mentre nella foto 2 notiamo come ogni traccia Fascista sia stata a oggi meticolosamente cancellata (foto 2 inviata da un ns. collaboratore M.M.)

SECONDO FANTASMA:

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1) Palazzo GIL via Indipendenza 2) Via indipendenza stesso punto ma non c'é più.
TERZO FANTASMA:


Nella foto: sfilata di giovani balilla in via Irnerio

e navigate sulla time line dagli anni 1920 agli anni 1945

ALTRI ESEMPI DI FANTASMI:

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1) Maternità via Zanolini 2) Palazzo giallo del Ventennio Via Zanolini 3) Traumatologico INAIL Via Boldrini voluto da Mussolini per curare i lavoratori che s'infortunavano (testimonianza raccolta durante un'intervista) 4) Camera confederale del lavoro, non abbiamo documenti in merito ma lo stile sembra quello Fascista 5) Arco in Piazza dei martiri, nel cerchietto di destra s'intravvede un fascio che é stato cancellato male, sempre su altri palazzi della medesima piazza si notano scritte cancellate arrecanti la dicitura: ANNO .... 6) Ingresso ex Mercato Ortofrutticolo 7) Palazzo attuale sede del Museo Medievale in via Manzoni ex Casa del Fascio di Bologna (testimonianza raccolta durante un'intervista) 8) Targa affissa a Porta Galliera in cui compare il nome di Benito Mussolini 9) Targa affissa all'interno della Sala Borsa (lettura quotidiani) dove si nota palesemente in basso a dx la parola Fascista anche se cancellata 10) Arco Ospedale Sant Orsola scritta risalente al 1933 e anche qui il cerchio a sx é stato cancellato 11) e 12) Stadio Comunale innaugurato dal Duce 13) Ex sede INA Via Gramsci, si legge ancora EF XV 14) e 15) Questura di Bologna, Aquile e rilievi dell'epoca Fascista 16) Ponte di Via Libia 17) Vecchio locomotore del 1922. 18) Assonometria Villaggio della Rivoluzione Fascista (resti in via Irma Bandiera.) 19) Ex palazzo del gas via Marconi. La lista dei fantasmi del Fascimo potrebbe ancora proseguire ma, per ora, ci fermiamo qui, ricordando che vi sono vecchi quartieri popolari come la Cirenaica costruiti all'Epoca, scuole, chiese, dopo lavori ferrovari, sedi universitarie ospedali e svariati palazzi di edilizia pubblica sparsi in tutta la città ancora visibili, ma di Fascisti... per ora solo i loro fantasmi che si aggirano attorno alle costruzioni.
FANTASMI DI PROVINCIA:

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1) Palazzo sulla strada che porta a Budrio dalla San Vitale. A dx e a sx in alto ci sono due scritte: sx (Disciplina, concordia lavoro per la potenza della Patria) e dx (i Popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza) due frasi ancora oggi altamente attuali e vere 2 Motto Fascista sullo stadio di Budrio 3) Motto su caseggiato di Medicina: vivere significa avanzare. (foto di M.M) Grazie a queste scritte sui muri abbiamo appreso che i primi writters monelli furono i Fascisti;-). 4) Medicina Parco Rimembranza cippo alzabandiera e Casa dei Bambini Ludovico Calza (attualmente il cippo non esiste più.) (foto inviata Dario C. Medicina.)
Dopo ore e ore passate a setacciare la città alla ricerca di Fascisti kattivi da scacciare, pensavamo di averne trovato uno ma alla fine ci siamo accorti di essere solo incappati in una locandina pubblicitaria cinematografica (vedi sotto) e di Fascisti Mussoliniani neanche l'ombra: che i pochi rimasti si siano trasferiti veramente su Marte? Scherzi a parte, ci auguriamo che si possa giungere presto, a Bologna, ad una reale e rispettosa Democrazia dove ogni partito regolarmente legittimato dalla Stato possa liberamente esprimersi.


Voci raccolte dal Popolo, scritte e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

STREET RAVE PARADE E LIVELLO 57 SONO UNA PERICOLOSA DITTATURA!

Il Livello 57, noto centro sociale di Bologna finito sui giornali per detenzione di sostanze stupefacenti (droga), non contento di aver arrecato disagi e danni economici alla nostra amata città a Giugno, ha imposto un nuovo Street Parade alla città per l’Undici Novembre. Il Sindaco Cofferati questa volta se l’è svicolata, lasciando ogni decisione, in merito a tale illegale manifestazione a favore delle droghe, al Prefetto e al Questore, ma il Livello 57 ha sentenziato in modo dittatoriale che, con, o senza autorizzazione, lo Stree rave si farà comunque! A pieno sostegno a questa presa di posizione dittatoriale e antidemocratica si è schierata Rifondazione Comunista, lasciando allibiti i propri elettori, mentre hanno preso le distanze quasi tutti gli altri partiti di Centro-Sinistra e si sono nettamente schierati contro tutti quelli di Centro-Destra: in prima fila l’On Enzo Raisi di Alleanza Nazionale che per la seconda volta cercherà di fermare lo Street Rave con un cordone umano di cittadini che non ne possono più del permissivismo al’illegalità! E si, all’illegalità, perché tale manifestazione ha come unico carattere centrale la liberalizzazione delle droghe e durante il suo svolgimento si possono assumere liberamente stupefacenti, si può imbrattare la città con scritte, si possono bruciare cassonetti, rompere bottiglie ovunque e tenere svegli i cittadini attraverso rumorosissimi tir sui quali sono montati impianti sonori. Rifondazione Comunista ha poi dichiarato che questa è una manifestazione da loro appoggiata perché politica, anche se chiunque abbia un po’ di buon senso comprende che il Rave non ha nulla di politico e sottrae invece importanti risorse economiche al Comune, risorse che potrebbero essere utilizzate per la sanità e i bisognosi e che invece vengono spesi in Forze dell’Ordine, pulizia e ripristino dei danni vari (anche se il Comune lascia ingiustamente il ripristino dei muri imbrattati ai privati.) Che dire… i cittadini non ne possono veramente più di questa minoranza che detta le sue dittatoriali leggi all’intera città radunando migliaia di persone da tutt’Italia, e dall’Estero, ogni anno, per far vedere che sono numerosissimi mentre invece sono una sparuta realtà! Noi cittadini non sopportiamo più i loro ricatti: se non ci date un posto e i finanziamenti mettiamo a fuoco e fiamme alla città! Alcuni centri sociali hanno poi perso, con gli anni, la loro utilità sociale e sono diventati solo dei succhia soldi comunali (ricordiamo i 500 000 euro annui concessi a un noto centro in anni passati,) mentre noi cittadini assistiamo alla chiusura del reparto di dermatologia dell’ospedale, della clinica Berretta o prendiamo atto di deficienze in aiuti sociali: barboni che dormono in strada, assegni ai bisognosi, etc. A causa di errate politiche sui giovani Bologna oggi è il polo attrattivo per tutti i nulla facenti, alcolizzati e drogati d’Italia: una città come la nostra dovrebbe avere al massimo 2-3 centri sociali apartitici e funzionali e non 10 o più come oggi, politicizzati a senso unico e non socialmente utili perché cari per i ceti poveri (4 euro una birra 5-30 euro l’ingresso + tessera annuale e ulteriore tessera personale.) I cittadini sperano che il Prefetto, il Questore e le Forze dell’Ordine blocchino definitivamente tale scempio illegale di manifestazione e, se così non sarà, a chi ci rivolgeremo dopo per farci tutelare? Gia oggi si telefona alla Polizia Municipale perché nella Zona Universitaria, di notte, i punkabestia con i loro cani bloccano la circolazione stradale e ci si sente rispondere un non possiamo fare niente. Dopo che i livellini avranno vinto contro l’ordine civile e democratico, svolgendo la loro manifestazione, non curanti di Sindaco, Prefetto, Questore e della maggioranza cittadina, a chi telefoneremo? Chi farà rispettare la legge? Saremo tutti ostaggi di una minoranza di dittatori fino a quando Bologna non proddurrà i suoi naturali anticorpi sociali.

Sopra 2 dei tanti simpatici regalini lasciati dallo Street Rave di Giugno



Voci raccolte dal Popolo e commentate dalla:
Redazione del Veleno del Popolo (X)

PANSA... UN DITTATORIALE ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA!

L’interruzione obbligata della presentazione dell’ultimo libro di Giampaolo Pansa, da parte di giovani della Sinistra, è da reputarsi un dittatoriale attentato contro ogni cittadino che in uno stato democratico, e libero, decide di esprimere e divulgare le proprie opinioni. Questi sinistrosi personaggi, armati d’imperanti bandieroni rossi, arrogandosi il diritto d’interrompere una conferenza a loro sgradita, hanno sfoggiato il tipico comportamento censurante dei regimi rossi. Questo grave tentativo di epurazione subito dal giornalista Pansa ha suscitato nel mondo politico di sinistra solo qualche debole recriminazione e presa di distanza dal bolscevico commando, senza mettere in opportuna luce la gravità stessa dell’atto. Cosa accadrebbe, ci chiediamo in molti, se durante la ricorrenza di Marzabotto si presentasse un drappello di destra bloccando in modo antidemocratico la manifestazione e urlando: “VOGLIAMO LA VERITA’?” Beh, tale atto sarebbe gonfiato in modo abnorme da tutta la stampa di sinistra fino a farlo apparire come un colpo di stato o un’intimidazione terroristica. Ci rendiamo conto che il libro “La grande bugia” di Giampaolo Pansa, mostrando una dissonante immagine dei partigiani, sempre dipinti come eroi su tutti libri di storia, infastidisce talune persone che hanno i paraocchi, ma in una democrazia ognuno deve essere libero di esprimersi e se ciò non accade è grave. Nel trascrivere il velenoso risentimento raccolto tra il Popolo, noi della redazione vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Gianpaolo Pansa sperando che tale increscioso incidente rosso possa ribaltarsi a suo favore pubblicizzando maggiormente il suo libro.

Voci del Popolo raccolte e scritte da:
La redazione Veleno del Popolo (X)