Il Comune di Bologna si é finalmente accorto delle scritte sui muri e ha stanziato, in questi ultimi giorni, 2.5 milioni di euro a Hera per la cancellazione di graffiti a contenuto offensivo o sovversivo, già… ma sovversivo e offensivo nei riguardi di CHI? Per un comune cittadino, un qualsiasi graffito fatto sul proprio muro privato è un’offesa personale e un atto sovversivo in quanto induce altri a seguire l’esempio, ma togliamoci dalla testa ogni illusione: Hera interviene in 3 giorni solo su segnalazione del Comune e sui muri non privati. Qualche eccezione nei confronti dei privati viene fatta quando il contenuto dell’orrido imbrattaggio mette in pericolo l’ordine pubblico o è denigrante nei riguardi di qualche partito o persona pubblica, anche se viene da chiedersi, chi vigila poi sull’imparzialità politica? Cari cittadini, speravamo di vedere finalmente ripuliti i nostri muri, ma questa volta ci accontenteremo, augurandoci che sia un piccolo inizio. In verità una soluzione ci sarebbe: diventare noi stessi imbrattatori e toglierci la voglia di scrivere sui nostri muri cosa ne pensiamo di una Giunta, e di un Sindaco, che, invece di reprimere il fenomeno dei graffiti lo ha agevolato sempre di più con sbagliate politiche sociali, incentivando gli scrittaroli e i nulla facenti, gli alcolizzati e drogati di tutta Italia a stabilirsi nella nostra cara città, attraverso manifestazioni pubblicitarie lucignoliane come lo Street rave parade e concedendo loro sempre più centri sociali senza patteggiare almeno una civica convivenza. A Bologna, tra centri sociali e occupati se ne contano ormai 6 o 7 conosciuti e tutti pronti a succhiare soldi pubblici e privati senza garantire un vero servizio apartitico di socializzazione giovanile per i meno abbienti e per tutti. Noi della redazione del Veleno del Popolo, nella speranza di non passare come istigatori o sovversivi, ci teniamo a specificare che quanto sopra scritto, relativo all’autoimbrattarsi i muri per farseli così ripulire dalle sozze scritte dei fighetti figli di papà dei centri sociali, è da ritenersi solo una provocazione giornalistica da non applicare (anche perché così facendo si passerebbe dalla parte del torto.) Aspettando risoluzioni vere da parte del Comune al problema degli imbrattagli (stanziamento fondi ai privati per il risanamento, interventi pubblicitari rieducativi, interventi repressivi etc,) non possiamo che attendere l’Undici di Novembre per vederci reimbrattare un altro po’ i muri da parte dei “bravi” ragazzi dello Street rave parade.Voci del Popolo raccolte e scritte da:
La redazione del Veleno del Popolo (X)

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